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Ci riprovano. l'art. 22 dei nuovo contratto, significativamente titolato “Intenti comuni" (tra sindacati firmatari, Aran e Governo), precisa che un'apposita commissione dovrà presentare entro l'anno una proposta sui meccanismi di "carriera" dei docenti, moltiplicando le figure professionali con compiti e attività di supporto ai dirigenti scolastici nella gestione, controllo e valutazione dei personale. Sono inoltre previste successive modifiche (art. 43) per adeguare il contratto alle novità introdotte dalla Riforma Moratti Ecco come i sindacati firmatari si oppongono alla scuola berlusconiana!

Battuto il concorsaccio dello scorso CCNL ecco riapparire le vecchie e logore figure di sistema di una scuola che appare sempre più simile ad un'impresa, con le sue stratificazioni: dirigenti, funzionari e manodopera con scarso potere contrattuale, visto che delle parole d'ordine tanto sbilanciate dai sindacati concertativi (salari europei, aumento delle risorse destinate all'istruzione) non c!è traccia nell'accordo. Anzi il nuovo contratto dimostra quanto, l'inflazione reale continui a erodere il potere d'acquisto delle nostre retribuzioni.

Questo contratto conferma la logica di ridimensionare il contratto nazionale per ampliare invece quello decentrato regionale (in vista della devolution) e, soprattutto, la contrattazione d'istituto, in modo da accrescere il potere decisionale dei dirigente e delle RSU a scapito degli organi collegiali Proprio con la contrattazione d'istituto si dovranno decidere anche le modalità e ì criteri relativi alla organizzazione dei lavoro e alla articolazione dell'orario dei docenti e i criteri per l'individuazione dei docenti da utilizzare nelle attività da retribuire con il fondo dì istituto. li contratto destina maggiori risorse al salario accessorio a scapito di quello base per tutti e demanda alla contrattazione d'istituto la divisione delle ulteriori risorse, ottenute con i drastici tagli agli organici dei personale che hanno

provocato una massa di soprannumerari, solo in parte rientrati, e la conseguente, diminuzione di posti per i precari. Precari che per un altro anno subiranno il danno del blocco delle assunzioni e la beffa dell'immissione in ruolo di circa 15.000 insegnanti di religione, grazie alla solita legge estiva bípartisan.

Iniziamo l'anno scolastico con il rischio che ciascun lavoratore della scuola si rinchiuda nel proprio ristretto ambito professionale, convinto dalla martellante propaganda che ormai non ci resta che adeguarci passivamente al modello aziendale. Ed ecco perché, come ne) passato, spetta a noi iscritti COBAS, simpatizzanti e tutti coloro che non vogliono piegarsi costruire la risposta al governo e ai sindacati concertativi. E necessario promuovere forme di conflittualità diffusa e mettere in evidenza le responsabilità di coloro che nel, corso dei tempo, con contratti e proposte di riforme (Berlinguer, De Mauro, Moratti) attaccano il pluralismo della scuola pubblica e la sua gestione collegiale. Le trasformazioni che vogliono imporci possono essere contrastate con successo come abbiamo fatto in passato.

Dunque, ci attende un autunno impegnativo, se consideriamo anche la lotta contro le altre leggi delega su previdenza e fisco, e contro una finanziaria che si preannuncia di ulteriori sacrifici.

Un autunno impegnativo che avrà un momento cruciale nel rinnovo delle RSU d'istituto; rinnovo che acquista particolare valenza anche in virtù delle più ampie prerogative che il CCNL attribuisce alle RSU.

Bisogna, quindi, che ciascuno di noi si adoperi nella maniera che ritiene più opportuna: candidandosi, presentando la lista, partecipando alla campagna elettorale.

Occorre ricordare a tutti i colleghi che nelle elezioni per le RSU, i voti ottenuti in ogni scuola da ciascuna lista concorrono, assieme. Alle iscrizioni, a definire quali sono i sindacati maggiormente rappresentativi e, quindi, non votare per i COBAS significa legittimare chi ha sottoscritto pessimi contratti e avvallato riforme aziendalistiche.

Candido Di Franco

Nella sezione "materiali" sono scaricabili i moduli ed il vademecum per la presentazione delle liste.